La Gatta Giannina
La gatta Giannina viveva in una casa con il giardino. Il muro di cinta confinava da un lato con un parco dove i bambini si ritrovavano per giocare. Il paese era piccolo ma grazioso — dai davanzali delle case, vasi di gerani e di petunie scendevano come cascate colorate.
La sua padrona, la Signora Mafalda, la portava spesso in giro per il centro abitato. Tutti i bambini la conoscevano e appena la vedevano le correvano incontro facendole feste a non finire.
La Biblioteca Segreta Di Leopoldo
Certa gente è strana, gli piace passare le serate a leggere libri.
Altri sono ancora più strani — credono alla magia che si trova tra le pagine, alle avventure fantastiche, alle storie di amori impossibili, ai fantasmi che girano fra i vivi e pensano che tutto ciò che non esiste — forse invece sì.
In breve, questa storia è per quelli un po' strani come me e te — insomma, per quelli che.
Allora… ascolta bene.
Dov'è andato Babbo Natale?
C'era una volta il Villaggio di Babbo Natale — ma Babbo Natale non c'era. Era ormai sparito da giorni e giorni… anzi da mesi. Chi avrebbe preparato e consegnato i doni ai bambini come ogni anno?
Quella parte del Polo Nord che di solito era molto movimentata, era diventata stranamente silenziosa — non si vedeva un Elfo in giro, niente suoni di campanelli, le slitte erano coperte di neve e tutte le renne sonnecchiavano confuse.
Le Stagioni In Un Soffio
L'Autunno si affacciò alla finestra e si guardò intorno
— era Novembre.
"Le foglie sono gialle e rosse.
Le rondini volano via in gruppi sopra i tetti.
L'aria fresca profuma di caldarroste e di legna bruciata.
A me piace così.”
Esclamò l'Autunno.
L'Inverno aprì la porta e si guardò intorno
— era Gennaio.
Il Mercato Dei Fantasmi
Severino viveva nel campanile sulla collina — quello accanto all’antica Basilica di San Miniato al Monte.
Ogni sera, al tramonto, chiudeva a chiave il cancello alla base della scalinata d’ingresso e prima di risalire su, si soffermava ad osservare Firenze colorarsi d’ambra. E così fece anche oggi. I turisti se ne erano andati. Il tempo si fermò e il silenzio tornò sacro.
Attraverso le sbarre arrugginite la città stava là immobile — forse da sempre; con i suoi tetti rossi, le facciate di marmo e l’Arno che scorreva fra le sue pietre come uno scintillante nastro argentato.
Un Mistero A Firenze
In Toscana c'è tanta magia: colline decorate con olivi, vigneti e cipressi, campanili che suonano ovunque, giardini nascosti, e ovviamente città incantate, piene di storia e bellezza, dove artisti famosi hanno creato opere d'arte meravigliose.
In questo racconto ci troviamo nella città di Firenze, dove la magia abbonda e in ogni angolo si nascondono leggende.
Un fiume chiamato Arno l'attraversa; e fra i tanti ponti ce n'è uno che giustamente è un po' più famoso degli altri: il Ponte Vecchio.
Forbix, Il Parrucchiere Dal Tocco D’Artista
Nel centro della città di Tagliaspunta, tra negozi di generi vari, c’è un parrucchiere di nome Forbix, per donne, uomini, ragazzi e bambini — ma non troppo piccoli.
Forbix non è un semplice parrucchiere: possiede un tocco magico d’artista. Le sue forbici sono d’argento e, mentre tagliano, sussurrano storie. Il suo pettine d’avorio fa brillare i capelli e il suo phon non soffia aria, ma sogni. Nella sua postazione di taglio diventa un mago: le forbici, guidate dalla sua mano, svolazzano fra i capelli e, tocco dopo tocco, voilà, il risultato è perfetto.
Strumenti Stonati
Sulla riva di un ruscello, dove nuotava una gran quantità di pesciolini di tutti i colori, abitava una famigliola: mamma, babbo e sette figlioli — quattro maschietti e tre femminucce. La loro casa era un po’ distante dal paese di Strumentopoli, ma vicini al ruscello e accanto al Grande Bosco ci si stava proprio bene.
La mamma coltivava con cura le verdure nell’orto. Il babbo, invece, era un artigiano del legno e creava strumenti musicali con i tronchi migliori, scelti tra gli alberi più solidi e profumati del bosco.
La Mongolfiera Di Vetro
Che magnifica luna piena!
Aprile inoltrato. La Valle di San Fernando brillava dolcemente.
Piccole luci lampeggiavano piano, come lucciole elettriche nei sogni d'estate.
In un piccolo giardino, sotto un vecchio limone saggio, stava per succedere qualcosa di speciale.
Perché gli alberi di limone, sapete, nascondono delicati segreti; sussurri magici, pazientemente custoditi tra i loro frutti, fiori e rami.
La Tribù delle Scarpe Erranti | Parte 3 & 4 | L’Inverno, la Primavera e il Ritorno
Trascorsa l’estate splendente di luce e l’autunno piovigginoso ma affascinante nei suoi colori, la Tribù delle Scarpe Erranti ripartì per nuove avventure misteriose, sorprendenti e, naturalmente, un po’ pericolose. Più decise che mai, pronte a superare ogni prova, ripresero il loro viaggio.
L’inverno non si fece attendere: a dicembre arrivò la prima neve sulle montagne.
La Bottega Delle Meraviglie Vegetali
Con l’arrivo della primavera, sotto il soffice manto della terra, i tuberi e le radici iniziarono a svegliarsi. Le carote stiracchiavano le loro punte arancioni con il ciuffo verde. Le patate rotonde e paffute sussurravano fra di loro.
“Sento il tepore del sole anche qui sotto,” disse una barbabietola tutta rossa. “Non vi sembra il momento perfetto per mostrarci al mondo?”
Su Una Panchina, In Attesa Del Treno
Alla Stazione del Paese, sotto una lunga pensilina di legno, rotaie d’acciaio a destra e a sinistra permettevano ai treni di sfrecciare velocissimi. Ma ogni tanto, alcuni si fermavano e ripartivano senza esitazione, dopo aver fatto scendere e salire i passeggeri.
Il nonno aveva promesso più volte al nipote di portarlo a visitare la stazione ferroviaria vicino a casa, ed era proprio lì, in piedi sul marciapiede accanto a lui, che per la prima volta aspettava l’arrivo di un treno.
La Fontana delle Novelle e Le pantofole magiche di Natale
C’era una volta la Fontana delle Novelle, ed era ancora lì, al centro di una piazza che forse, solo forse, qualcuno di voi conosce già. In un paese che non si sa dove né quando, le ore dell’orologio del campanile scandivano i giorni, i mesi e le stagioni.
“Din, don!” I rintocchi sembravano raccontare nuove storie ogni ora.
Era inverno, e un vento gelido soffiava da nord.
La Battaglia Di Halloween
Tre amici, vicini di casa e assai curiosi, ogni pomeriggio, dopo aver fatto i compiti, si incontravano nel parco giochi del loro paese immerso nel verde delle colline toscane. Lì, seduti su una panchina in mezzo al prato, complottavano su come finire la giornata divertendosi. Di solito, combinavano birichinate e a volte finivano anche in situazioni particolari.
(2) La Tribù Delle Scarpe Erranti | Seconda Parte
La stagione stava cambiando. I giorni caldi e soleggiati dell’estate avevano lasciato il posto a mattinate d'aria frizzante e fresca, spesso con una coltre di nebbia che iniziava a coprire i campi. Le giornate si accorciavano, e il vento fresco faceva cadere le foglie — gli spazzini con le loro scope non facevano in tempo a raccoglierle, che una ventata più forte ne riportava altrettante.
La Tribù Delle Scarpe Erranti si riunì in assemblea straordinaria; di comune accordo decisero che era arrivato il momento di lasciare le spiagge e riprendere l’avventura prima che arrivassero scure nubi piene di pioggia all’orizzonte.
I Robot Sulla Collina
I Robot sulla Collina
In una luminosa giornata di primavera, dei bambini in gita scolastica passarono nelle vicinanze dell’Osservatorio Sulla Collina. Il grande edificio scintillante era una meraviglia architettonica, con alte torri che svettavano verso il cielo, cupole argentate che brillavano al sole e telescopi giganteschi che spuntavano come occhi curiosi, sempre pronti a esplorare l’universo. Era la prima volta che lo vedevano da vicino e, ai loro occhi, apparve come la meraviglia delle meraviglie.
(1) La Tribú Delle Scarpe Erranti | Prima PARTE
LA TRIBÚ DELLE SCARPE ERRANTI
Una storia Sotto Le Stelle in quattro parti. Proprio come le stagioni!
L'AVVENTURA ESTIVA
In un grande negozio di abbigliamento del centro cittadino, erano in vendita, fra l’altra merce, delle scarpe sportive un po’ particolari. Oltre ad essere comodissime, simpatiche e di vario colore, di tanto in tanto si scambiavano per divertimento i lacci e i posti dove erano in bella mostra. E, udite udite, parlavano fra di loro.
Pedalando Verso Le Stelle
Un bel giorno, nelle piazze della città di Ciclopoli, si videro dei grandi cartelloni che pubblicizzavano una corsa in bicicletta; tutti potevano partecipare, da zero anni in su. Non c’erano molte informazioni ma si suggeriva agli interessati di rivolgersi all’Associazione Biciclette Con Le Ruote, locata in via dei Manubri Numero Otto, dietro al parco giochi.
I cittadini si informarono. La partenza era prevista per il primo sabato di Giugno dal Piazzale dell’Osservatorio Astronomico, accanto alla Biblioteca Comunale.
I Quattro Avventurieri A Quattro Zampe + Uno
On the outskirts of a big city, there lived four little dogs who took a walk around the neighborhood every day to stretch their legs with their owners. They spent the rest of the time on armchairs or lying in the sun in the garden.
In a corner near the wall, behind the house, hidden by a tree, there were some old used and slightly broken objects. One of the dogs, named Tachi, decided to go exploring to see if there was anything interesting and found what seemed to be an old ball — but a bit strange, with a kind of leg.
"What could it be? It looks like a suspicious object!" she thought. "Better call reinforcements immediately. Woof, woof, woof!"
Il Coniglietto Padellino
C’era una volta nella cittadina di Carotopoli, un coniglietto in pensione di nome Padellino. Abitava in una casetta in fondo a un grande orto coltivato a verdure.
Una mattina, mentre stava guardando fuori da una finestrella grattandosi il capo, come se avesse un grande problema, vide arrivare sul sentiero tre carote, due costole di sedano, quattro pomodori, una cipolla, una melanzana e una patata che ruzzolava dietro al gruppo. Si dirigevano verso la sua casetta; il sentiero era leggermente in discesa.
"Che meraviglia!" esclamò. "Con queste verdure fresche posso provare a cucinare così non mi annoierò più! Come mai non ci avevo pensato fino ad ora?!”